testimonianze
Perché questa pagina.
In questa pagina è possibile pubblicare, anche in forma anonima, una testimonianza riguardante l'esperienza con le Costellazioni Familiari e Spirituali, ovunque e comunque l'abbiate fatta, descrivendo ciò che in te ha prodotto al momento e nel tempo seguente.
Ritengo che questa ulteriore possibilità di condivisione, potrà essere utile per coloro che ancora non conoscono in pratica il metodo delle Rappresentazioni, aiutandoli a superare i timori che "naturalmente" animano chiunque, soprattutto quando si sta per intraprendere qualcosa che potrebbe smascherare alcune parti oscure o nascoste (innanzitutto a noi stessi), per prenderne consapevolezza.
Ti ringrazio fin d'ora per la tua attenzione e disponibilità.
Emmanuele
agosto 2009
Io, il Sintomo, il Fattore X. Io e X (una donna)dovevamo guardarci negli occhi, ho capito subito che lei era la mia durezza, quella che avevo creato per difendermi dall'aggressività di mio marito. Un insieme di rabbia, odio, indifferenza, orgoglio ferito che, appunto perché ferito, diventava più duro. La guardavo con amore e gli occhi pieni di lacrime. Volevo fare pace, dirle che non era più necessaria. Lei non poteva guardarmi, mi detestava, mi sfuggiva; io la seguivo con le mani tese, poi lei ha ceduto, si è "rotta". E' caduta a terra ed io ho sentito una grande pace pervadermi. Grazie.
Graziella P.
maggio 2009
In piena Libertà -
Nella mia breve (fino ad oggi, ma spero lunghissima) esistenza, ho cercato di fare sempre delle scelte e di essere consapevole di quello che mi circonda, di quello che sono e che potrò essere…
Questo mi ha portato ad una ricerca sempre più profonda della mia essenza, scoprendo quanti “scheletri nell’armadio” mi porto, o ci portiamo, dentro.
La tua conoscenza, Emmanuele, sempre stata leggermente “scomoda”, ha contribuito alla mia ricerca interiore. In particolare, il nostro penultimo incontro, ha fatto sì che altri veli oscuri venissero lacerati, per permettere una più chiara visione della mia crescita. Era un lunedì, ad Antignano dove ora abito con Attilio, ed eravamo in giardino, da soli, e hai incominciato a farmi richiamare la piccola bambina che è in me, a sentirla viva, fino a riuscire a parlarle e ad abbracciarla. Con difficoltà, con un sacco di paletti di razionalità, con l’incredulità della cosa e quasi con ilarità per la riesumazione, ci ho provato. Poi tu sei andato via; invece quella bimba aveva ancora qualcosa da dirmi e, quasi in un flash inaspettato, nella serata mi ha parlato! Dolce Stella, mi ha fatto capire perché, nella mia vita fino ad ora, sono stata appesantita da una sensazione di inadeguatezza (ad es. ho sempre creduto di essere molto brutta!), e da un senso di colpa, che hanno generato un palese atteggiamento da vittima e, conseguentemente, essendo “vittima”, tanta paura; tanta che molte volte mi hanno considerata coraggiosa! Era tanta la paura dentro che le vicende della vita esteriore mi parevano nulla al confronto! La cosa è semplicissima veramente: la mia mamma voleva un figlio maschio e invece sono nata io… femmina. CRIBBIO!
Grazie Stella per avermelo detto, e grazie a te Emmanuele per averle dato la possibilità.
Amo la vita e non voglio più sentirmi vittima! Ora ho un sacco di cose da fare… e se possibile, caro Emmanuele, aiutami ancora una volta a risvegliare la mia bimba dal sonno delle convinzioni.
GRAZIE!
Giovanna Rogina
dicembre 2008
Ciao Emmanuele,
mi dispiace non essere più venuta ai tuoi incontri, ho avuto un pò di problemi ma c'è una cosa bella che mi è successa e che volevo condividere anche con te; ora ti spiego. Nel primo incontro delle costellazioni che ho fatto con te, ricordo bene che al termine della mia costellazione mi avevi messo di fronte una ragazza che, fissandomi negli occhi con uno sguardo dolcissimo, avrebbe dovuto rappresentare il mio futuro. Ebbene, lei in quel momento era incinta, ed io ho desiderato tanto che lei potesse veramente rappresentare il mio futuro.... ed è stato così! Alla 'veneranda età' di quasi 42 anni (non ci speravo più), sono finalmente rimasta incinta!!!!
L'esperienza con le costellazioni è stata veramente emozionante e tutt'ora continua ad esserlo!
Ti abbraccio forte e ti faccio tanti, tantissimi auguri per un felice Natale.
Sonia C.
dicembre 2008
Leggo un foglio sulla bacheca di Natura Sì. Mi attrae. Parla dell’amore che vuoi trovare. Non è un annuncio matrimoniale. C’è un numero di tel. e la data di un incontro che c’è già stato. Telefono. Mi risponde una voce maschile. L’incontro è stato spostato a questa sera. Curiosa. Credo alle combinazioni. Ci vado. Chiedendo di cosa si trattasse la risposta è stata incomprensibile. Infatti. Bisogna andarci. In uno spazio tipo palestra, alcune persone erano convenute. Il “maestro“ stava seduto al centro, ma sembrava uno di loro. Niente rituali New age. Niente falsi atteggiamenti. Va bene. Mi siedo per terra. Tutti scalzi. Ci fa fare un esercizio di visualizzazione. Bello. Tanto per gradire. Poi si passa al lavoro. Lì ci va chi deve risolvere qualcosa. Ma chi non ha qualcosa da risolvere nei rapporti umani? Insomma, come per lui, non è semplice descrivere che si fa. Succede che chi decide di esporre il proprio caso, per sommi capi, si sceglierà, guidato da Emmanuele, tra gli astanti uno che lo rappresenta e altri che rappresentano altri personaggi del suo mondo e inerenti il suo racconto. Cosa succede? Che questi “avatar”, anche loro lì per risolvere un loro problema, si mettono in relazione tra loro come se fossero i personaggi della storia di chi li ha scelti a sue immagini. Mentre sono lì impalati, scatta che sentono che devono fare delle azioni, uno verso l’altro, avvicinarsi, prendere distanze, attrazioni, repulsioni. Insomma comunicano ciò che sentono con gesti e parole. Il protagonista li guarda e quindi si guarda e, meravigliato, scopre atteggiamenti che sono dentro di lui, sentimenti che lui sa. Loro non sanno, diciamo che si immedesimano, ma poi ascoltano, quasi i sentimenti dentro il vero protagonista penetrassero dentro loro. Tutto in silenzio. Ad un certo punto il protagonista viene invitato a sostituire il suo clone e quindi mettersi in prima persona tra i soggetti che già hanno mostrato una storia. Adesso il soggetto reale prenderà contatto con tutti gli altri che sono nei ruoli che lui aveva scelto per loro, e sentirà a sua volta delle attrazioni o repulsioni verso i personaggi che interpretano e che rappresentano i suoi personaggi del reale. Subito mi sono chiesta se ognuno non provasse a fare cose come in teatro tanto per fare. NO. Questo metodo toglie ai soggetti l’identità. Non si giudica più attraverso l’aspetto fisico. Si sente. Perché? Perché tutti soffrono e, mentre interpretano la storia di un altro, portano nella storia la sincerità della compassione. Con - passione. Automaticamente nessuno si guarda e si giudica. Nessuno è se stesso ma sente dentro sé qualcosa di un altro. Credevo fosse uno dei soliti incontri presuntuosi (che presumono). Invece mi sono trovata in un luogo-non luogo, con facce-non facce, con gente che era gente, alla fine, non più estranea, perché i sentimenti sono passati come una corrente dentro ognuno attraverso il ruolo, tanto da non distinguere più il protagonista e cioè chi provava il dramma e chi invece lo rappresentava. Ognuno lo sentiva e aiutava l’altro. Cercava di mostrargli cosa faceva nelle azioni. Ognuno sentiva i sentimenti. Una corrente di sentimenti. Ecco SI’. Passava corrente e un’informazione: che quella che ci spacciano per informazione è droga e ci annulla altra capacità. Alla fine ci siamo tutti abbracciati. Non so come si chiamino le persone che erano lì quella sera. So che non ha importanza, che potranno essere tutte le altre del mondo. Questo metodo fa sentire l’amore di fratellanza. Una fratellanza che non ha identità, non ha giudizio di sorta. Tu sei me ed io sono te. Eppure siamo identità. Nessun desiderio di rincontrarsi, nessun legame perché anche l’amicizia è un privilegio. Noi eravamo amici, ma avremmo potuto esserlo di qualsiasi altro. Molto utile. Resta, anche dopo in un senso di pace. Quasi ti fossi visto da morto. Quasi potessi sapere che ciò che vivi lo possono vivere anche gli altri, ma quello che è fondamentale che c’è un’unione forte e nello stesso tempo distaccata. Non hai bisogno di rivederti, sai che un altro può essere lo stesso. C’è in questo una sorta di funzionamento divino. Per questo resta. E adesso sai che il problema non è più tra uno e uno che si affronta, ma tra tutti. Poi, i giorni seguenti, ritorni a giudicare. Resta però un frammento di qualcosa che trascende e che fa sentire il flusso vitale tra essere e essere, come uno stesso esistere. Credo che chiunque dovrebbe, una volta, fare un incontro di questo tipo. Credo che serva molto più di analisi sempre volte al giudizio e a decidere come migliorare. Qui non migliori la situazione, ma migliori nel senso di esserci, tanto eguale a tutta la vita che scorre, che l’identità, se torni a giudicare, ti fa ridere. Bella esperienza. Per caso. Se il caso esiste. Forse vivendo già puoi entrare in ciò che altri fanno e in ciò che farai e quindi lo fai. Io sono andata lì. Questo Emmanuele è bravo perché c’è e non c’è. Molto probabilmente lo fa perché ha capito e vive così. Ma anche questo è un giudizio. Invece grazie Emmanuele non è un giudizio. Fa bene.
Luciana Lanzarotti
marzo 2008
Il mio intento era cercare di percepire qualcosa facendo il più possibile silenzio interiormente, rimanendo neutra, ma non so se la sensazione di freddezza che ho percepito nei confronti dell'altra persona sia stata dovuta ad una mia incapacità di lasciarmi andare o allo stato emotivo effettivo di colui che rappesentavo in quel momento, anche se ho avuto conferma che in effetti la persona si era comportata in tal modo. Comunque nel complesso la definisco una esperienza positiva che andrebbe approfondita ulteriormente per comprendere meglio parte di noi stessi.
Susanna M.
gennaio 2007
Ciao a tutti,
sono Franca e recentemente ho partecipato alle costellazioni familiari, volevo condividere con voi quello che poi è successo al mio ritorno a casa.
Mi ricordo che il tema di quella serata fu il rapporto con i familiari, in modo particolare con i fratelli. E proprio riguardo a questa relazione che io avevo bisogno di lavorare. Con mio fratello c'è sempre stato un rapporto difficile, autoritario e critico, che era peggiorato dopo la mia separazione.
Bene al mio ritorno a casa, c'è stato un piccolo gesto di mio fratello nei miei confronti, che nel momento stava quasi passanto inosservato, ma che poi ho molto apprezzato ed è stato quello di fare qualcosa per me, che erano anni ormai che non faceva più. Si è alzato ed è andato a prendere dei pomodori perchè a tavola non c'erano verdure ed io non sapevo cosa mangiare. Normalmente mio fratello non fa gesti di questo genere, aspetta di essere servito e riverito.
Questo piccolo gesto ha smorzato tutte le tensioni e le difficoltà di comunicazione che c'erano tra di noi. Adesso ogni volta che vado a trovarlo parliamo di tutto e in modo tranquillo.
Ringrazio di cuore tutte le persone che erano presenti a quella serata, perché insieme siamo riusciti a riconciliare una relazione che credevo irrealizzabile.
Abbraccio Tutti
Franca B.
maggio 2006
Emmanuele mi ha invitata a fare con lui il “gioco” delle Costellazioni Familiari ed io ho accettato perché,come tutti, mi porto dietro da sempre il dolore di rapporti mal vissuti, mai compresi e che fanno male.
E’ stata un’esperienza incredibile. Anche se io sapevo in cosa consisteva, per aver già assistito a diversi incontri, l’averla vissuta sulla mia pelle è stato qualcosa di inaspettato.
Ho avuto modo di entrare nel modo di essere, di sentire, di amare, anche di non amare, di mio padre e di mia madre; sono riuscita, dopo ben 59 anni, ad accettarli e soprattutto a
comprenderli, come avevo sempre desiderato fare senza mai riuscirci. E non solo a livello di comprensione razionale, perché questo forse era un lavoro già fatto, ma a livello emozionale: tutti quei rancori, quella rabbia, tutto quel disperato bisogno di sentirmi amata e capita, tutta quella sofferenza che mi portavo dietro da una vita e di cui, nonostante gli sforzi, non riuscivo a liberarmi, tutto questo si è come dissolto. Alcune cose le ho finalmente capite in un modo profondo, altre hanno perso di spessore e, dopo avermi fatto male per tanto tempo, ora mi sono diventate insignificanti. Soprattutto il rapporto conflittuale con mia madre, donna fredda ed autoritaria, che mi aveva fatto soffrire già dai primissimi anni, è ora guarito.
Da circa un mese ormai mi trovo a rapportarmi con lei come ogni figlia vorrebbe rapportarsi con la madre, e non perché lei sia cambiata, sono cambiata io, è cambiata la mia prospettiva ed il mio mondo è cambiato.
Questa delle Costellazioni Familiari, non è un’esperienza che si possa spiegare, bisogna viverla, e per viverla in modo pieno e fruttifero bisogna andare verso di essa con fiducia, come ho fatto io.
Il risultato che se ne avrà, sarà certamente personale ma certo non potrà lasciare indifferenti. Per chi desidera comprendere e crescere, questo può essere un grande passo avanti!
Graziella Papaianni