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testimonianze


Perché questa pagina.

In questa pagina è possibile pubblicare, anche in forma anonima, una TESTIMONIANZA, un FEEDBACK, riguardante la TUA esperienza con le Costellazioni Familiari e Spirituali, descrivendo ciò che hanno prodotto in TE, al momento della Rappresentazione e nel periodo successivo. Ritengo che questa ulteriore possibilità di CONDIVISIONE, potrà essere utile per coloro che ancora non hanno sperimentato, praticamente, il metodo delle Costellazioni Familiari e Spirituali, aiutandoli a superare i timori che "naturalmente" animano la Mente; soprattutto quando stanno per intraprendere volontariamente qualcosa che potrebbe smascherare e portare alla luce della coscienza, alcune parti oscure, nascoste soprattutto a loro stessi, per prenderne CONSAPEVOLEZZA e dominarne il potenziale limitante e auto-distruttivo. Ti ringrazio fin d'ora per la tua attenzione e disponibilità. Emmanuele


marzo 2013
La prima volta che ho sentito parlare di Costellazioni Spirituali fu durante un percorso di approfondimento sulla Legge di Attrazione, che prevedeva approfondimenti sui metodi ed esercizi per metterla in pratica. Partecipai a tale percorso d’accordo con una mia amica che circa tre anni prima mi aveva consigliato di leggere il libro “The Secret” di Ronda Byrne, aprendomi un mondo che non conoscevo. Quel libro lo lessi velocemente, anzi, sarebbe più corretto dire che lo divorai, dopo tanti anni di letture simil interessanti mi trovavo per la prima volta di fronte ad un testo che mi parlava direttamente e mi diceva che fino a quel momento mi era stata detta solo una piccola parte di ciò che è la realtà, che ben altro mi aspettava là fuori, che tutti i miei desideri potevano avverarsi e che tutto questo non era uno scherzo, ma qualcosa di assolutamente reale!! Ero entusiasta, più leggevo e più mi convincevo che fosse una verità, una di quelle che può cambiarti la vita. Decisi così di approfondire l’argomento e finii col leggere altri cinque o sei testi che offrivano spunti simili. In particolare mi concentrai su quelli che offrivano esercizi e tecniche, perché ero consapevole che il solo conoscere queste cose non bastava, era necessario anche saper percorrere la strada giusta per mettere in pratica questi nuovi insegnamenti. Per alcuni mesi mi concentrai talmente tanto sull’argomento che iniziai ad ottenere dei risultati, alcuni dei quali clamorosi. Poi, forse come accade a chi vince una certa somma alla lotteria, dopo il primo momento di euforia tornai lentamente alla vita di prima, facendo fatica anche solo a cercare di concentrarmi su un obiettivo. La mia situazione a quel punto era la seguente, ero convinta del fatto che tale legge fosse reale, ma ero altresì certa che, pur avendo avuto alcune chiare dimostrazioni sull’efficacia di tale legge, le difficoltà oggettive di mettere in pratica gli insegnamenti appresi rischiavano di scoraggiarmi a continuare a crederci. Iniziai così, quasi inconsapevolmente, a concentrare la mia attenzione sul desiderio di partecipare ad un corso pratico su tale legge… E’ stato allora che per caso trovai una locandina del corso “La Chiave Suprema, come mettere in pratica la Legge di Attrazione” tenuto da Emanuele e, insieme alla mia amica, decisi di iscrivermi. Come era nelle mie aspettative il percorso prevedeva la dimostrazione di come effettuare gli esercizi previsti dal testo “La chiave suprema” di Charles F. Haanel. Il percorso durò quasi 5 mesi, durante i quali oltre ad approfondire l’argomento e scambiare opinioni imparai tecniche a me nuove come la meditazione, la ripetizione di mantra, la concentrazione del pensiero ed altre. Tale percorso fu un arricchimento personale e la risposta a ciò che avevo cercato. Quello che non mi aspettavo era di conoscere altre cose che, in un primo tempo, mi sembrava esulassero dalla LdA ma che, col senno di poi, sono andate ad incastrarsi in un puzzle che mi ha offerto una nuova immagine della realtà. Una di queste fu una prima e chiara dimostrazione della potenza delle Costellazioni Spirituali. Una sera, dopo aver fatto alcune letture ed essendoci confrontati sugli esercizi assegnati, un partecipante del corso, che chiamerò Paolo, aveva chiaramente espresso una personale difficoltà legata a scelte sentimentali. Sentendo di non essere in grado di sbloccarla da solo, chiese ad Emmanuele come poteva essere certo di fare una scelta corretta. Essendo in numero sufficiente per fare un tentativo, Emmanuele decise di proporci il metodo delle Costellazioni per aiutare il nostro amico a trovare una soluzione o comunque una ispirazione per la soluzione del problema posto. Si trattava in particolare di fare una scelta di tipo sentimentale, cioè se dichiarare il proprio interesse sentimentale ad una ragazza già sua amica da diverso tempo o se lasciare le cose come stavano. Fu così che alcuni di noi vennero chiamati a partecipare alla Costellazione. Nello specifico, la mia amica Sara fu chiamata a rappresentare la ex fidanzata di Paolo ed io a rappresentare l’amica verso cui Paolo provava un sentimento sempre più profondo. Emmanuele fece solo un breve accenno al metodo e ci chiese di non agire in base alla ragione, ma in base all’istinto e all’ascolto del corpo. La Costellazione iniziò. Dopo un primo momento di imbarazzo per essere in piedi lì… in mezzo ad una stanza e senza sapere cosa stessi facendo, feci un respiro profondo e semplicemente rimasi in attesa. Dopo pochi istanti cominciai a sentire un impulso che mi portava ad avvicinarmi a Paolo e, con un tono e dei modi che non mi riconoscevo, gli dissi: “Non avere paura di me, puoi dirmi ciò che senti, io ti sono vicina”. Rimasi sorpresa per il coinvolgimento emotivo che la situazione mi aveva creato. Senza entrare in ulteriori dettagli la Costellazione fu per la maggior parte di noi, che non vi avevamo mai partecipato, una sorpresa. Era chiaro che le frasi dette e i movimenti erano come guidati da qualcosa che non era la nostra mente conscia e razionale. Lo stesso Paolo sembrava visibilmente scosso e appariva sollevato da quella dimostrazione. Da quel giorno sono passati quasi tre anni e solo poco tempo fa mi si è presentata l’occasione di ripetere l’esperienza. Avevo infatti parlato a Emmanuele di un problema che mi stava particolarmente a cuore, chiedendo consiglio su come attivare la Legge di Attrazione nel modo più corretto per risolverlo; ma egli mi propose un’altra soluzione. Mi invitò a partecipare ad una giornata dedicata alle Costellazioni Spirituali, che si sarebbe tenuta da lì a poco, in modo da proporre così il problema per cui cercavo soluzione. Dopo una prima esitazione decisi di partecipare, anche se, in verità, ero ancora piuttosto timorosa; partecipare come rappresentante di qualcun altro, per quanto fosse coinvolgente, non entrava nel mio privato, ma sottoporre una questione personale, più o meno delicata, davanti ad altri mi metteva un po’ di agitazione… Comunque andai. Le altre persone (stranamente solo donne) intervenute si rivelarono subito molto cordiali e si creò un clima di affiatamento e condivisione. Tutto andò bene e a fine lavoro eravamo molto contenti e soddisfatti della giornata passata insieme. Personalmente quel giorno ho potuto vedere e soprattutto sperimentare in modo più completo il metodo e ne sono rimasta affascinata. Più di tutto mi hanno sorpreso i risultati che, seppur non immediatamente, non hanno tardato ad arrivare. Infatti in quel periodo stavo vivendo una situazione di stallo sul lavoro; ero rimasta delusa dalla precedente attività lavorativa e dal modo in cui si era conclusa e, pur avendo una certa esperienza nel mio campo, si aprivano a stento nuovi spiragli e tutto rimaneva come sullo sfondo, senza mai concretizzarsi in una nuova, effettiva e soddisfacente proposta lavorativa. Decisi pertanto di partecipare ponendo come Domanda: perché ho difficoltà nel trovare lavoro? Non fui comunque io a rompere il ghiaccio: fui la seconda partecipante a sottoporre la Domanda. Quello che accadde quel pomeriggio lo ricordo come se fosse adesso. Una partecipante da me scelta mi rappresentava. Alcuni partecipanti impersonavano il lavoro e altri due i miei familiari più stretti. Subito i tre partecipanti che rappresentavano il “lavoro/clienti” si misero in un angolo allontandosi istintivamente dalla mia rappresentante. Questo stava sicuramente a significare un blocco della situazione. Tale blocco, capii nel prosieguo della rappresentazione, era causato da un problema sorto con i miei genitori e non chiarito, né tantomeno risolto, che in qualche modo mi impediva di avere soddisfazione nel lavoro. Durante la rappresentazione, ad un certo punto, c’è stata una riappacificazione con le mie figure genitoriali. Ciò ebbe un effetto quasi immediato sui partecipanti che impersonificavano il “lavoro/clienti” ed essi si avvicinarono a me sorridendo. Questo è, pressappoco, ciò che accadde quel giorno… ma cosa è successo dopo? Di lì a poco, circa due settimane, mi fu proposta una collaborazione inerente il mio settore e per un ruolo che mi sarebbe piaciuto svolgere! Dopo una ulteriore settimana firmai il contratto. Ma non è tutto! Dopo circa due mesi ho ricevuto una ulteriore richiesta da parte di una società con cui avevo lavorato otto anni prima e che improvvisamente mi cercava per completare un progetto. Ho collegato subito le novità a ciò che era avvenuto durante la costellazione e ho provato davvero molta gratitudine e rispetto per il metodo e per chi lo conduce. Grazie Miki


febbraio 2011
Carissimo Emmanuele io ti ringrazio per quello che hai fatto per me. Ho partecipato alla tua costellazione di gennaio con tanto timore di stare male dopo invece ti devo solo della gratitudine. Prima di venire mesi prima ho passato un periodo che avevo voglia di morire dal momente che aprivo gli occhi alla mattina fino a che non mi addormentavo speravo che un camion mi sfracellasse. Durante la costellazione ho rivissuto proprio questa situazione e ora quando penso che voglio morire il mio pensiero è verso mia madre che mi tenuto in pancia per nove mesi e mi ha partorito ad agosto quando fuori dalla stanza dove mi ha messo al mondo c'era un caldo pazzesco e penso alla sua fatica e alla sua gioia. Allora non ho voglia di morire. Infatti durante la costellazione mi sono prestata da attore e mi sono trovata a parlare alla mia mamma e le ho detto io ti ringarzio per la vita che mi hai dato Avevo inoltre problemi di aggresività in mezzo alla gente e sul lavoro ora dopo la costellazione riesco a trattenere i mie istinti di mangiare la faccia alla gente e sto imparando a mediare e aggirare l'ostacolo - Semplicemente GRAZIE

Enrica Mangini


febbraio 2011
Carissimi amici, da anni desideravo partecipare alle Costellazioni. Pur non essendoci le condizioni ottimali, mi sono fatta coraggio e mi sono prenotata. E' stata una esperienza fortissima, che suggerirei di fare a chi desidera "fare un viaggio" dentro di sè. Non si parla molto, non ci sono relazioni di studi o ricerche, nessuno che pontifica o pretende di darti la formula giusta per guarire dal malessere. Non ci sono spazi per "raccontarsi". Qui non conta chi sei a livello professionale. In questa sede sei un essere umano che ha bisogno di imparare (come dobbiamo farlo tutti) la semplicità di svelarsi agli altri senza muri inutili. Per partecipare alle Costellazioni familiari e spirituali ci vuole....generosità e umiltà. Generosità nei confronti di sè stessi per "darsi" l'opportunità di conoscersi meglio, e nei confronti degli altri perchè durante le rappresentazioni ci si svuota del proprio io per fare spazio al dolore o la gioia dell'altro. Umiltà perchè una volta di più attraverso le costellazioni un essere attento può ritrovare negli altri e nelle storie degli altri ..aspetti della propria esperienza. E si può entrare nel miracoloso sentiero del "non-giudizio", un sentiero silenzioso e segreto, che porta a dilatare il cuore nei confronti di tutti e a vincere la rabbia, i sensi di colpa, le scuse, l'odio..e sperimentare una grande pace. Direi che forse una anticipazione di ciò che succede è doverosa, anche se parlarne non rende come vivere in prima persona questa esperienza. Il gruppetto che si riunisce non si presenta altro che con il nome e poche parole sul motivo della presenza lì. A turno, a seconda di quello che si sente, si espone silenziosamente ( o pubblicamente, se si vuole) il proprio"nodo", la domanda, il dubbio che si desidera "inquadrare" attraverso la rappresentazione. E qui avviene una sorta di miracolo...un travaso emotivo e spirituale che rompe le barriere esteriori, travalica le parole, le informazioni, le razionali disquisizioni.....e fa si che ogni membro del gruppo chiamato in causa in quel momento faccia suoi i sentimenti di chi ha fatto la richiesta spirituale. Chi cerca la risposta, la troverà in un muto riconoscersi nel dramma silenzioso che si snoda davanti ai suoi occhi. Chi rappresenta, troverà attraverso questo servizio una risposta ancora più grande. Tutti siamo tutto e nulla, misteriosamente chiamati alla condivisione di una Grandezza che ci supera: Il Mistero dell'Amore, sofferto, ferito, negato, oppure accettato, vissuto, liberato. Il risultato? Immaginate un camminatore che è salito su una cima e vede dall'alto le cose. Aria pura e una grande pace. Silenzio e silenzio. Grazie, Emmanuele. Alla prossima.

Eliana


ottobre 2010
Carissimo Emmanuele, ricordi la mia costellazione, con mio fratello e il resto della famiglia che alla fine si abbracciavano? e io ho detto che non mi risultava? Beh, al mio arrivo a Roma, la prima cosa che ha fatto mio fratello e' stato di urlarmi di tutto davanti a Irene e a mia madre accusandomi di essere una stronza, ingrata, ecc. Io non mi sono scomposta, gli ho solo detto di abbassare il tono e smettere di insultarmi senno' me ne andavo. Si e' calmato ed e' stato civile per il resto del tempo. Abbiamo parlato dei nostri affari in sospeso (vuole mettere la casa in vendita ma non abbiamo veramente concluso un granche') e alla fine lui mi ha detto.... ti devi fidare di me! Anche se non ho certo gli estremi per accordargli fiducia visti i precedenti, ho capito che lui ha bisogno proprio di quello. Comunque quando mi ha accompagnato al treno e ci siamo salutati ho visto che era commosso. Il giorno dopo ricevo un messaggio in cui mi dice che mi vuole bene (e che mi avrebbe mandato una lista di suggerimenti per il mio futuro... il suo modo di dimostrarmi affetto, evidentemente). Io ho pensato che l'ho sempre saputo che ci vogliamo bene ma ho capito che l'amore non e' essere "culo e camicia", ma al 99% accettazione di se stessi e degli altri e l'altro 99% e' avere cura di sé e essere coscenti dei propri limiti e di quelli degli altri. Che, ora che ci penso, e' tutta la stessa cosa. Comunque la morale e' che avevi ragione quando hai detto: mi sembra che ci sia amore lì fra voi. Ad ogni modo, grazie! Ho pensato ti avrebbe fatto piacere sapere gli effetti del tuo bellissimo lavoro.

Nelly C.


agosto 2009
Io, il Sintomo, il Fattore X. Io e X (una donna)dovevamo guardarci negli occhi, ho capito subito che lei era la mia durezza, quella che avevo creato per difendermi dall'aggressività di mio marito. Un insieme di rabbia, odio, indifferenza, orgoglio ferito che, appunto perché ferito, diventava più duro. La guardavo con amore e gli occhi pieni di lacrime. Volevo fare pace, dirle che non era più necessaria. Lei non poteva guardarmi, mi detestava, mi sfuggiva; io la seguivo con le mani tese, poi lei ha ceduto, si è "rotta". E' caduta a terra ed io ho sentito una grande pace pervadermi. Grazie.

Graziella P.


maggio 2009
In piena Libertà - Nella mia breve (fino ad oggi, ma spero lunghissima) esistenza, ho cercato di fare sempre delle scelte e di essere consapevole di quello che mi circonda, di quello che sono e che potrò essere… Questo mi ha portato ad una ricerca sempre più profonda della mia essenza, scoprendo quanti “scheletri nell’armadio” mi porto, o ci portiamo, dentro. La tua conoscenza, Emmanuele, sempre stata leggermente “scomoda”, ha contribuito alla mia ricerca interiore. In particolare, il nostro penultimo incontro, ha fatto sì che altri veli oscuri venissero lacerati, per permettere una più chiara visione della mia crescita. Era un lunedì, ad Antignano dove ora abito con Attilio, ed eravamo in giardino, da soli, e hai incominciato a farmi richiamare la piccola bambina che è in me, a sentirla viva, fino a riuscire a parlarle e ad abbracciarla. Con difficoltà, con un sacco di paletti di razionalità, con l’incredulità della cosa e quasi con ilarità per la riesumazione, ci ho provato. Poi tu sei andato via; invece quella bimba aveva ancora qualcosa da dirmi e, quasi in un flash inaspettato, nella serata mi ha parlato! Dolce Stella, mi ha fatto capire perché, nella mia vita fino ad ora, sono stata appesantita da una sensazione di inadeguatezza (ad es. ho sempre creduto di essere molto brutta!), e da un senso di colpa, che hanno generato un palese atteggiamento da vittima e, conseguentemente, essendo “vittima”, tanta paura; tanta che molte volte mi hanno considerata coraggiosa! Era tanta la paura dentro che le vicende della vita esteriore mi parevano nulla al confronto! La cosa è semplicissima veramente: la mia mamma voleva un figlio maschio e invece sono nata io… femmina. CRIBBIO! Grazie Stella per avermelo detto, e grazie a te Emmanuele per averle dato la possibilità. Amo la vita e non voglio più sentirmi vittima! Ora ho un sacco di cose da fare… e se possibile, caro Emmanuele, aiutami ancora una volta a risvegliare la mia bimba dal sonno delle convinzioni. GRAZIE!

Giovanna Rogina


dicembre 2008
Ciao Emmanuele, mi dispiace non essere più venuta ai tuoi incontri, ho avuto un pò di problemi ma c'è una cosa bella che mi è successa e che volevo condividere anche con te; ora ti spiego. Nel primo incontro delle costellazioni che ho fatto con te, ricordo bene che al termine della mia costellazione mi avevi messo di fronte una ragazza che, fissandomi negli occhi con uno sguardo dolcissimo, avrebbe dovuto rappresentare il mio futuro. Ebbene, lei in quel momento era incinta, ed io ho desiderato tanto che lei potesse veramente rappresentare il mio futuro.... ed è stato così! Alla 'veneranda età' di quasi 42 anni (non ci speravo più), sono finalmente rimasta incinta!!!! L'esperienza con le costellazioni è stata veramente emozionante e tutt'ora continua ad esserlo! Ti abbraccio forte e ti faccio tanti, tantissimi auguri per un felice Natale.

Sonia C.


dicembre 2008
Leggo un foglio sulla bacheca di Natura Sì. Mi attrae. Parla dell’amore che vuoi trovare. Non è un annuncio matrimoniale. C’è un numero di tel. e la data di un incontro che c’è già stato. Telefono. Mi risponde una voce maschile. L’incontro è stato spostato a questa sera. Curiosa. Credo alle combinazioni. Ci vado. Chiedendo di cosa si trattasse la risposta è stata incomprensibile. Infatti. Bisogna andarci. In uno spazio tipo palestra, alcune persone erano convenute. Il “maestro“ stava seduto al centro, ma sembrava uno di loro. Niente rituali New age. Niente falsi atteggiamenti. Va bene. Mi siedo per terra. Tutti scalzi. Ci fa fare un esercizio di visualizzazione. Bello. Tanto per gradire. Poi si passa al lavoro. Lì ci va chi deve risolvere qualcosa. Ma chi non ha qualcosa da risolvere nei rapporti umani? Insomma, come per lui, non è semplice descrivere che si fa. Succede che chi decide di esporre il proprio caso, per sommi capi, si sceglierà, guidato da Emmanuele, tra gli astanti uno che lo rappresenta e altri che rappresentano altri personaggi del suo mondo e inerenti il suo racconto. Cosa succede? Che questi “avatar”, anche loro lì per risolvere un loro problema, si mettono in relazione tra loro come se fossero i personaggi della storia di chi li ha scelti a sue immagini. Mentre sono lì impalati, scatta che sentono che devono fare delle azioni, uno verso l’altro, avvicinarsi, prendere distanze, attrazioni, repulsioni. Insomma comunicano ciò che sentono con gesti e parole. Il protagonista li guarda e quindi si guarda e, meravigliato, scopre atteggiamenti che sono dentro di lui, sentimenti che lui sa. Loro non sanno, diciamo che si immedesimano, ma poi ascoltano, quasi i sentimenti dentro il vero protagonista penetrassero dentro loro. Tutto in silenzio. Ad un certo punto il protagonista viene invitato a sostituire il suo clone e quindi mettersi in prima persona tra i soggetti che già hanno mostrato una storia. Adesso il soggetto reale prenderà contatto con tutti gli altri che sono nei ruoli che lui aveva scelto per loro, e sentirà a sua volta delle attrazioni o repulsioni verso i personaggi che interpretano e che rappresentano i suoi personaggi del reale. Subito mi sono chiesta se ognuno non provasse a fare cose come in teatro tanto per fare. NO. Questo metodo toglie ai soggetti l’identità. Non si giudica più attraverso l’aspetto fisico. Si sente. Perché? Perché tutti soffrono e, mentre interpretano la storia di un altro, portano nella storia la sincerità della compassione. Con - passione. Automaticamente nessuno si guarda e si giudica. Nessuno è se stesso ma sente dentro sé qualcosa di un altro. Credevo fosse uno dei soliti incontri presuntuosi (che presumono). Invece mi sono trovata in un luogo-non luogo, con facce-non facce, con gente che era gente, alla fine, non più estranea, perché i sentimenti sono passati come una corrente dentro ognuno attraverso il ruolo, tanto da non distinguere più il protagonista e cioè chi provava il dramma e chi invece lo rappresentava. Ognuno lo sentiva e aiutava l’altro. Cercava di mostrargli cosa faceva nelle azioni. Ognuno sentiva i sentimenti. Una corrente di sentimenti. Ecco SI’. Passava corrente e un’informazione: che quella che ci spacciano per informazione è droga e ci annulla altra capacità. Alla fine ci siamo tutti abbracciati. Non so come si chiamino le persone che erano lì quella sera. So che non ha importanza, che potranno essere tutte le altre del mondo. Questo metodo fa sentire l’amore di fratellanza. Una fratellanza che non ha identità, non ha giudizio di sorta. Tu sei me ed io sono te. Eppure siamo identità. Nessun desiderio di rincontrarsi, nessun legame perché anche l’amicizia è un privilegio. Noi eravamo amici, ma avremmo potuto esserlo di qualsiasi altro. Molto utile. Resta, anche dopo in un senso di pace. Quasi ti fossi visto da morto. Quasi potessi sapere che ciò che vivi lo possono vivere anche gli altri, ma quello che è fondamentale che c’è un’unione forte e nello stesso tempo distaccata. Non hai bisogno di rivederti, sai che un altro può essere lo stesso. C’è in questo una sorta di funzionamento divino. Per questo resta. E adesso sai che il problema non è più tra uno e uno che si affronta, ma tra tutti. Poi, i giorni seguenti, ritorni a giudicare. Resta però un frammento di qualcosa che trascende e che fa sentire il flusso vitale tra essere e essere, come uno stesso esistere. Credo che chiunque dovrebbe, una volta, fare un incontro di questo tipo. Credo che serva molto più di analisi sempre volte al giudizio e a decidere come migliorare. Qui non migliori la situazione, ma migliori nel senso di esserci, tanto eguale a tutta la vita che scorre, che l’identità, se torni a giudicare, ti fa ridere. Bella esperienza. Per caso. Se il caso esiste. Forse vivendo già puoi entrare in ciò che altri fanno e in ciò che farai e quindi lo fai. Io sono andata lì. Questo Emmanuele è bravo perché c’è e non c’è. Molto probabilmente lo fa perché ha capito e vive così. Ma anche questo è un giudizio. Invece grazie Emmanuele non è un giudizio. Fa bene.

Luciana Lanzarotti


marzo 2008
Il mio intento era cercare di percepire qualcosa facendo il più possibile silenzio interiormente, rimanendo neutra, ma non so se la sensazione di freddezza che ho percepito nei confronti dell'altra persona sia stata dovuta ad una mia incapacità di lasciarmi andare o allo stato emotivo effettivo di colui che rappesentavo in quel momento, anche se ho avuto conferma che in effetti la persona si era comportata in tal modo. Comunque nel complesso la definisco una esperienza positiva che andrebbe approfondita ulteriormente per comprendere meglio parte di noi stessi.

Susanna M.


gennaio 2007
Ciao a tutti, sono Franca e recentemente ho partecipato alle costellazioni familiari, volevo condividere con voi quello che poi è successo al mio ritorno a casa. Mi ricordo che il tema di quella serata fu il rapporto con i familiari, in modo particolare con i fratelli. E proprio riguardo a questa relazione che io avevo bisogno di lavorare. Con mio fratello c'è sempre stato un rapporto difficile, autoritario e critico, che era peggiorato dopo la mia separazione. Bene al mio ritorno a casa, c'è stato un piccolo gesto di mio fratello nei miei confronti, che nel momento stava quasi passanto inosservato, ma che poi ho molto apprezzato ed è stato quello di fare qualcosa per me, che erano anni ormai che non faceva più. Si è alzato ed è andato a prendere dei pomodori perchè a tavola non c'erano verdure ed io non sapevo cosa mangiare. Normalmente mio fratello non fa gesti di questo genere, aspetta di essere servito e riverito. Questo piccolo gesto ha smorzato tutte le tensioni e le difficoltà di comunicazione che c'erano tra di noi. Adesso ogni volta che vado a trovarlo parliamo di tutto e in modo tranquillo. Ringrazio di cuore tutte le persone che erano presenti a quella serata, perché insieme siamo riusciti a riconciliare una relazione che credevo irrealizzabile. Abbraccio Tutti

Franca B.


maggio 2006
Emmanuele mi ha invitata a fare con lui il “gioco” delle Costellazioni Familiari ed io ho accettato perché,come tutti, mi porto dietro da sempre il dolore di rapporti mal vissuti, mai compresi e che fanno male. E’ stata un’esperienza incredibile. Anche se io sapevo in cosa consisteva, per aver già assistito a diversi incontri, l’averla vissuta sulla mia pelle è stato qualcosa di inaspettato. Ho avuto modo di entrare nel modo di essere, di sentire, di amare, anche di non amare, di mio padre e di mia madre; sono riuscita, dopo ben 59 anni, ad accettarli e soprattutto a comprenderli, come avevo sempre desiderato fare senza mai riuscirci. E non solo a livello di comprensione razionale, perché questo forse era un lavoro già fatto, ma a livello emozionale: tutti quei rancori, quella rabbia, tutto quel disperato bisogno di sentirmi amata e capita, tutta quella sofferenza che mi portavo dietro da una vita e di cui, nonostante gli sforzi, non riuscivo a liberarmi, tutto questo si è come dissolto. Alcune cose le ho finalmente capite in un modo profondo, altre hanno perso di spessore e, dopo avermi fatto male per tanto tempo, ora mi sono diventate insignificanti. Soprattutto il rapporto conflittuale con mia madre, donna fredda ed autoritaria, che mi aveva fatto soffrire già dai primissimi anni, è ora guarito. Da circa un mese ormai mi trovo a rapportarmi con lei come ogni figlia vorrebbe rapportarsi con la madre, e non perché lei sia cambiata, sono cambiata io, è cambiata la mia prospettiva ed il mio mondo è cambiato. Questa delle Costellazioni Familiari, non è un’esperienza che si possa spiegare, bisogna viverla, e per viverla in modo pieno e fruttifero bisogna andare verso di essa con fiducia, come ho fatto io. Il risultato che se ne avrà, sarà certamente personale ma certo non potrà lasciare indifferenti. Per chi desidera comprendere e crescere, questo può essere un grande passo avanti!

Graziella Papaianni


 

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